LA LEGIONE "MUTI" Dal tronco del Fascismo, folgorato dal tradimento regio del 25 luglio, il 18 settembre, dopo l'infausta parentesi badogliana, rifioriva la nuova robustissima pianta dello squadrismo .
E come nel 1919 il fascismo fu prima di tutto squadrismo, cioè azione,così il fascismo repubblicano, risorgeva sotto il segno dello squadrismo.
Il giorno dell'appello-radio del Duce, restituitoci per divino disegno, da un pungo di eroi tedeschi, alcuni uomini delle vecchie squadre d'azione, ringiovaniti nello spirito, dal disperato ma contenuto dolore e dalla ferrea volontà di rinascita, si ritrovarono e si riconobbero, nella stessa parola d'ordine del Capo:combattere.Combattere per vincere.Vincere per ridare vita onorata all'Italia.
La passione di quei pochi, 18 in tutto, ben presto dilagava dall'angusta piazza di San Sepolcro, riaccendendo la sopita passione, rimovendo la perplessità accorata di molti, ancora attardati dal dubbio.Ma più ancora i "18" si ripresentavano alla vita vile degli italiani, supinamente disposti a subire l'onta della disfatta senza combattere, signori di coraggio e di audacia.
I ranghi della prima squadra "Ettore Muti", ben presto si ingrossarono; nuove squadre dai cari indimenticabili nomi degli eroi della vigilia, si riformavano per incanto.
La rinnovata primavera del sangue, irrompeva travolgente nel buio inverno spirituale e morale della Patria, accorata ma non doma, dall'avverso destino.
La speranza ritornava in molte coscienze.Il rigagnolo ben presto diventava travolgente fiume.
Chi rimaneva contro di noi? Il numero poco conta."Molti nemici, molto onore!".
La lotta serrata e senza quartiere ben presto aveva ragione della piazza.Le case del fascio, chiuse dal governo del tradimento, venivano riaperte.Il fascismo riconquistava col sangue, il diritto a dirigere il Paese, sulla via dell'onore e del combattimento.
L'ambiente era presto tonificato e tutto intorno era promessa di rinascita.Il popolo assente prima, titubante poi, cominciava a riavvicinarsi al fascismo, sicura premessa di ripresa della coscienza dei doveri dell'ora.Le squadre di azione avevano così assolto al loro compito e per ordine del Duce, venivano sciolte.
Non volendo disperdere ma conservare e possibilmente potenziare lo spirito squadrista, per concorde decisione dei Comandanti delle squadre, veniva formata la Legione "Ettore Muti".La quale, conservando intatte le forze spirituali del volontarismo squadrista, le potenzia in una quadrata ed organica formazione che, costituisce oggi una poderosa salvaguardia, contro le forze del disordine e del disfattismo.
Il 19 marzo è la data di costituzione della Legione.Il 23 dello stesso mese, nella storica ricorrenza della fondazione dei Fasci di Combattimento, per ordine del Duce, una formazione mobile composta di 500 Arditi, in completo assetto di guerra, veniva avviata in zona di impiego.Il battesimo del fuoco, nella lotta antipartigiana, era quanto mai doloroso.Cadevano a diecine i nostri migliori.Ma dal loro sacrificio fiorivano le premesse di un più solido organismo.Nuove reclute affluivano.Tra queste parecchi renitenti, riconquistati al dovere;molti militari affascinati dalle gesta della Legione.La "Ettore Muti" col sangue dei suoi eroi, e l'ardimento degli Arditi, si era conquistata il suo "Mito".
Da allora ad oggi, il numero degli Arditi volontari, è andato gradatamente aumentando, tanto da rendere necessario lo sdoppiamento della Legione in due formazioni.L'una mobile, dislocata in zona d'operazione, l'altra territoriale per i servizi di polizia ausiliaria.Troppo lungo sarebbe qui riepilogare le azioni compiute.Basta a riepilogarle l'ambito onore dell'ologio del Duce:" La Legione "Ettore Muti" è la mia "pupilla" e gli Arditi sono veramente tali, degni di portare il nome dell'Eroe". Così il Duce.
Nel nome purissimo dell'Eroe ravennate e serrata nel cuore l'alta consegna, concludiamo con il giuramento di sempre: Con Mussolini e per Mussolini, ovunque e dovunque, fino alla morte.Questo è lo spirito; questa la ferrea volontà di tutti i "Mutini".Oggi più di ieri, domani più di oggi; crescendo di amore e di dedizione.
tratto da: La marcia continua. numero unico a cura dell'Ufficio Stampa del P.F.R. pubblicato nella ricorrenza del 28 ottobre 1944- XXIII
LA LEGIONE AUTONOMA MOBILE "ETTORE MUTI"
MILANO VIA ROVELLO-LA CASERMA DELLA MUTI



